12 apr

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 Com’è cambiato il modo di comunicare nel settore Food&Wine con l’avvento della Digital Trasformation? Quali abitudini di consumo sono mutate, quale modalità di comunicazione è più performante nell’era dei Social Media?

Com’è cambiato il modo di comunicare nel settore Food&Wine con l’avvento della Digital Trasformation? Quali abitudini di consumo sono mutate, quale modalità di comunicazione è più performante nell’era dei Social Media?

Il Nuovo Millennio ha portato a nuovi modelli di vendita anche in un settore tradizionale come l’alimentare, per esempio la crescita di servizi di acquisto online e servizi a domicilio, l’introduzione delle casse automatiche nei supermercati, la crescita dei marketplace dedicati. Le PMI nel settore Food stanno cavalcando questi cambiamenti o arrancano ancora alla ricerca di una nuova via da intraprendere?

Proviamo a mettere un po’ d’ordine tra i numeri per capire come il settore è posizionato sul mercato.

Secondo una dichiarazione rilasciata dal Presidente Federfarma per la presentazione della nuova edizione di CIBUS Parma “Il comparto alimentare ha chiuso il 2017 con risultati rilevanti: lexport è aumentato del +7% sullanno precedente ed anche le vendite sul mercato interno fanno segnare una debole ma incoraggiante crescita del +0,8%. Per quanto riguarda lexport dellindustria alimentare la stima a fine 2017 è di 32,1 miliardi di euro. Arrivati ad un fatturato complessivo di 137 miliardi di euro (190 circa se consideriamo lintero comparto agroalimentare, comprensivo del primario), le industrie italiane puntano nel 2018 a rinnovare il buon passo del 2017, con aumenti di produzione ed export prossimi, rispettivamente, al +2% e al +7%, e un aumento delle vendite interne più tonico, fra il +1% e il +2%”.

D’altronde il buon cibo è uno dei piaceri a cui noi italiani non sapremmo mai rinunciare, ci piace produrlo, mangiarlo, venderlo e della cultura alimentare abbiamo fatto una bandiera che ci rappresenta anche all’estero. Senza dimenticare un’altra eccellenza del Bel Paese che ci viene riconosciuta in tutto il Mondo: il vino.

Fra pochi giorni si apre la 52° edizione di Vinitaly (Verona, dal 15 al 18 aprile) , la più grande manifestazione del settore enologico, che ha registrato tra i trend del 2017 la continua crescita della vendita di vino di qualità nella Grande Distribuzione. Questo quanto emerge dalla ricerca elaborata per Vinitaly dall’istituto di ricerca IRI sui consumi di vino nella Grande distribuzione nel 2017). Gli italiani hanno acquistato 648 milioni di litri nella Grande distribuzione, sempre più il canale di vendita principale del vino, per un valore che vede il traguardo dei 2 miliardi di euro (1 miliardo e 849 mila milioni di euro), dati inclusivi dei Discount.

Fino a qualche anno fa la presenza in GDO delle etichette era limitato a prodotti di basso prezzo, poi piano piano gli scaffali si sono riempiti di bottiglie allargando sempre di più il ventaglio di proposte, annoverando Cantine con nomi prestigiosi.

Lo stesso discorso vale per i prodotti alimentari di fascia medio-alta, come rileva un’indagine condotta da Nielsen, il biologico diventa uno degli elementi principali della crescita dei fatturati della distribuzione: “laumento delle vendite di prodotti biologici dà infatti un contributo di 0,5 punti al trend dellalimentare (+4,2%). Importante sottolineare il ruolo della Marca del Distributore, che ha saputo subito rispondere alla domanda, ma che ultimamente vede calare la propria quota nel settore, da 41,3% a 41,1% – con un trend che rimane comunque positivo: +15,3%”, così come registra in un altro report che “nel mercato si registra una forte crescita dei prodotti premium, cioè di tutti quei prodotti con un prezzo superiore del 20% rispetto alla media del mercato”.

Il dato interessante però è che a distinguere un prodotto Premium non è tanto (o solo) il prezzo, ma “la qualità degli ingredienti o dei materiali con cui sono fatti rappresenta il primo requisito per il 45% dei consumatori. Seguono poi lofferta di funzioni/performance superiori rispetto agli altri prodotti, la capacità di fare cose in più rispetto al resto del mercato, ma anche lofferta di una customer experience di livello superiore (rispettivamente 39%, 34% e 30%). In linea con i trend degli ultimi anni la ricerca mostra inoltre come gli attributi “green” dei prodotti si traducano in un forte potenziale premium. Gli italiani dichiarano infatti di essere disposti a pagare un prezzo più elevato per i prodotti ecosostenibili (20%) e ancora di più per quelli composti da ingredienti naturali e biologici (22%)”.

Un dato estremamente interessante è l’emergere in questa categoria di prodotti di brand di nicchia, piccole e medie aziende del settore food che hanno saputo adottare strategie di differenziazione vincenti rispetto al mercato dei grandi leader.

In questo contesto, la strategia di comunicazione delle PMI del settore FOOD entra a pieno titolo nel merito della crescita delle vendite. Va, inoltre, sottolineato come il marketing digitale sia stato in grado di dare anche alle piccole aziende la forza rosicchiare fette di mercato alle grandi catene grazie alla facilità di accesso agli strumenti pubblicitari online per bassi costi e semplicità d’uso. La vera forza, però, sta nel riuscire a dosare e sperimentare con intelligenza una strategia di marketing mix, dove l’omni-canalità è ancora una risposta vincente, soprattutto nella fase di consolidamento del marchio.

Come può, quindi, una piccola azienda produttrice riuscire ad arrivare sugli scaffali dei supermercati e rosicare una fetta di mercato alle grandi catene del food? Come riesce ad aumentare le vendite nel settore food e Wine con marketing e digital strategy ?

Vediamo assieme i passi fondamentali:

  1. La costruzione di una Brand Identity fortemente ancorata ai valori di marca, dalla progettazione di Naming e Logotipo, ad una più estesa e approfondita valorizzazione dei propri plus con una comunicazione coerente che emerge anche nella realizzazione di tutti i materiali inerenti il prodotto, dal packaging alla promozione, sono le fondamenta su cui innestare tutta la comunicazione aziendale.
  2. Stabilire una presenza forte sui Social Network è fondamentale per chi opera nel food. Il Re del social food per eccellenza è Instagram, un canale che non deve essere mai trascurato e su cui è necessario innestare un’importante strategia di visual content. Tra i trend registrati negli ultimi anni, la condivisione degli scatti degli utenti di piatti e ricette è tra i più significativi. Questi contenuti generati dal basso, i cosiddetti User Generated Content, sono una risorsa incredibile per le aziende del food & wine.
  3. Non solo un prodotto, ma una storia. La narrazione del brand, oltre la mera presentazione di ciò che si vende, assume un peso preponderante nella Brand Positioning. Non è solo racconto di sé, ma creazione di un universo di riferimento in cui l’azienda riesce a collocarsi. Così come “Redbull ti mette le ali”, e lo fa raccontando un mondo di sport estremi, momenti liberatori, attività straordinarie, così Mulino Bianco è in grado di trasportarti nella casa che vorresti, in una campagna in cui tutto è sole e silenzio, nella serenità di una quotidianità familiare che rassicura. Il Corporate Storytelling per le aziende alimentari è un asso nella manica da non sottovalutare.
  4. Puntare al marketing mix. I canali di comunicazione tradizionale nel settore food sono ancora necessari: saper progettare una campagna pubblicitaria sui mezzi di massa come radio e stampa - per non parlare della TV - scegliendo con accuratezza i media su cui pianificare; saper progettare cataloghi cartacei accattivanti, soprattutto nel b2b, che non siano solo la riproduzione di una scheda prodotto ma che sappiano evocare i valori di marca, con l’utilizzo di tecniche di virtual photography, l’inserimento di markers che conducano l’utente ad un’esperienza immersiva di realtà virtuale, queste sono le nuove frontiere sinergiche dell’on-line con l’off-line.
  5. Piattaforma o sito internet? Il sito web che rappresentava la vetrina aziendale è un modello superato da un pezzo, occorre saper progettare siti internet in grado di accogliere l’utente e intrattenerlo con contenuti ad alto valore aggiunto, ingaggiarlo sui temi che più gli sono congeniali, e saper intrattenere una relazione duratura per tutto il percorso del buyer journey e oltre.

Saper realizzare un sito web in grado di generare conversioni, con la giusta strategia di contenuti, è possibile seguendo la metodologia dell’Inbound Marketing.

Qui sotto troverai una agile Guida all’Inbound Marketing ti invitiamo a leggerla e diffonderla, è gratis!

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